plastic sea

MedSharks è partner del progetto europeo Clean Sea LIFE, che per quattro anni coinvolgerà diportisti, pescatori, subacquei e tutti gli amanti del mare in azioni concrete e una massiccia campagna di sensibilizzazione per affrontare il problema della plastica in mare.

Cosa c’entra la plastica con gli squali? C’entra, eccome. Perché il nostro mare ne è pieno, purtroppo; e innumerevoli organismi marini ne sono vittima. La ingoiano, ci si incastrano, si avvelenano. Lo abbiamo scoperto insieme all’Università di Siena (leggi qui il lavoro scientifico), che ha messo sotto osservazione i nostri squali elefante per capire se i frammenti di plastica possano essere un problema per questa specie. La risposta, purtroppo, è si: nei campioni da noi raccolti negli anni son state trovate tracce di ftalati, composti derivati dalla plastica. Anche perché lo squalo elefante quando mangia filtra 800.000 litri di acqua in un’ora. Facendo un rapido calcolo e considerando le concentrazioni di microplastiche del Mediterraneo Occidentale… un cetorino può teoricamente inghiottire fino a 12.000 pezzetti di plastica al giorno!!!!

Per questo – ma non solo per i cetorini, ovviamente – MedSharks ha iniziato a interessarsi di plastica in mare, e a organizzare eventi, incontri e manifestazioni (fra cui conferenze al Museo di Storia Naturale di Venezia e al World Fishing di Roma, oltre una sezione speciale del concorso internazionale di fotografia Abissi)  affinché tutti si sia più coscienti di questa minaccia per il nostro ambiente. Appuntamento il 12 giugno 2015 con il 3° BioBlitz per ripulire insieme ai subacquei il Banco di Santa Croce, la nursery più importante per il gattopardo in Italia, dalle lenze e ami che mettono a rischio la vita dei piccoli e delle madri!

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